L'arte del Tarocco e la tarologia - Giacomo Marighelli
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L'arte del Tarocco e la Tarologia

Quando si parla di Tarocchi si fraintende e si pensa a qualche cosa di mistico, di divinatorio o ad un futuro utopico; ma va ben chiarito: la Tarologia non ha nulla a che fare con la cartomanzia.

Partiamo dalla base del Tarocco, dal semplice significato etimologico: lo scambio, il baratto.

Come avviene lo scambio? Il consulente, leggendo i Tarocchi al consultante, cerca di aiutarlo attraverso le proprie conoscenze, la propria esperienza; in questa maniera, il consultante potrà cogliere meglio certi aspetti di sé, conoscersi più a fondo e, forse, sviluppare anche, seppur lievemente, la propria Coscienza.

Ma allora lo scambio dov'è? È proprio in questa crescita personale, in questo piccolo gradino fatto dal consultante che, in una qualche maniera, rilascia qualche cosa di benefico al tarologo. Quel piccolo aiuto che il tarologo dà al consultante è un grande aiuto che in realtà sta dando a se stesso.

Non è mia intenzione entrare nello specifico di cosa accada personalmente durante una lettura di Tarocchi, ma mi soffermo su una frase, semplice e concisa, tramandata nei secoli dalle più svariate correnti spirituali: aiutando gli altri stai aiutando te stesso.

Allora il Tarocco diventa uno strumento di vita, il quale può scavare nel profondo dell'Inconscio per scoprire ciò che difficilmente sarebbe visibile. Il tarologo, come un traghettatore in un vero e proprio viaggio, guida il consultante nella direzione da lui richiesta.


Il Tarocco è una Via in continua crescita ed evoluzione, una costante ricerca di sé e di ciò che il Tarocco stesso è.

La mia storia con i Tarocchi risale a qualche anno fa, quando ad inizio degli anni 2010 sentii l'impulso di sperimentarli. Mi fu spiegato che sarebbe stato meglio se qualcuno mi avesse regalato il mazzo, anziché comprarmelo, perché secondo svariate scaramanzie, comprarlo per se stessi avrebbe portato sfortuna. Mi affidai a quelle parole, e allora aspettai, lasciando scorrere diverso tempo. Quando ormai avevo rivolto l'attenzione su altro, qualcosa si sbloccò, e mi arrivarono mazzi da tutte le parti, da amici e persone vicine compresi. Mio padre stesso, dopo qualche anno, tornò da un mercatino con uno scatolone pieno di mazzi, circa una trentina.

Ma facciamo un piccolo passo indietro. La prima persona che mi iniziò alle carte fu Kitty Vinciguerra. Mi regalò un mazzo di Sibille dicendomi una semplice frase: “Inizia a farle”. Io non conoscevo nulla né di Sibille e né di Tarocchi. Iniziai a leggerle, persuaso dalla semplice intuizione, senza però dilettarmi nella ricerca di futuri ipotetici; quello che cercavo era di fare chiarezza sulle problematiche del consultante.

Da poco avevo conosciuto il pensiero dell'artista cileno Alejandro Jodorowsky riguardo ai Tarocchi. Mi aveva colpito il concetto che stava alla base, ovvero un Tarocco “pulito”, sano, che non leggesse o interpretasse il futuro, ma che cercasse, in una qualche maniera, di aiutare il consultante.

Qualche giorno dopo, scoprii che il mio amico e collaboratore artista, Eugenio Squarcia, possedeva un mazzo di Tarocchi originale del '700/800 e, con la mia approvazione, decise di farmi una lettura. Fu una lettura Zen, anche in questo caso senza l'interpretazione del futuro: ponendo una domanda a fine lettura ne avevi cento. Era chiara la sua intenzione: il suo consulto cercava di aprirti la mente.

Basava molto la sua interpretazione tramite sui colori delle figure, oltre che sui numeri. Cercai subito di seguire i suoi brevi insegnamenti prendendo i primi spunti per l'arte del Tarocco.

Premetto che, anni prima, una cara amica, con la metodologia da cartomante, ogni tanto mi leggeva le carte da Briscola. La osservai sempre attentamente, così integrando in me le tecniche di lettura e lo svolgimento di una stesa di carte, che poi negli anni avrei approfondito con la Tarologia.

Ho continuato la mia esperienza e crescita personale, fedele al mio mazzo di Sibille, fino a quando, dopo qualche anno, feci un sogno in cui compariva anche A. Jodorowsky.

Cosa accadde nel sogno? Alejandro prese in mano il mio mazzo di carte di Sibille e, dopo averlo guardato attentamente, lo gettò in aria dicendo “Ma no! ora inizia a leggere queste!” passandomi tra le mani il mazzo di Tarocchi marsigliesi restaurati da lui stesso assieme a P. Camoin.

Da quella mattina ho deciso di iniziare ad approfondire la Tarologia, partendo dal pensiero di Jodorowsky per poi evolvere al mio.


Sono passato attraverso maestri di ogni tipologia, apprezzandoli tutti quanti, assimilando i loro pregi, studiando le loro tecniche e i loro pensieri. Ringrazio, in ordine casuale, Marianne Costa, grande maestra di Tarocchi che già anni prima avevo conosciuto, ritrovandomi a casa sua durante un viaggio a Parigi nel quale ebbi il piacere di leggerle io le Sibille; Moreno Fazari, col quale ho potuto approfondire argomenti inerenti la Tarologia, la Metagenealogia, la Psicomagia e l'Inconscio; Cristóbal Jodorowsky, persona che non ho conosciuto di persona, a parte qualche breve conversazione, ma che, attraverso seminari, ho seguito e, di conseguenza, anche da lui ho appreso molto.


La mia esperienza si è consolidata nel tempo anche grazie a letture svolte in molte parti di Italia durante festival dell'arte di strada, entrando così in contatto con persone di ogni tipo, constatando quanto riflettessero i problemi della società attuale.

Nel dicembre del 2020 ho avuto il piacere di pubblicare il libro al quale stavo dedicando da qualche anno il mio tempo, un manuale sui Tarocchi intitolato Tarologia. L'arte del Tarocco.