Il fuoco del Cuore - Giacomo Marighelli
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Il fuoco del Cuore

Giacomo Marighelli

Genere: realista di formazione
Anno di pubblicazione: 2018

Sinossi:
Piero, un giovane anarchico, alla ricerca di sé, dei propri ideali, alla scoperta dell'amore e della vita. Margherita, il fuoco, la passione. Ferrara, la città avvolta dalle mura. La trasformazione del protagonista e della narrazione... Dalla vita cinica alla vita più profonda, quella del "presente".

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A chi è rivolto

Agli adolescenti, agli adulti, agli anziani, agli amanti della musica underground, dal rock al punk dai cccp agli Impact, alle persone dell'ambito spirituale e olistico, dai tarologi ai cartomanti, da persone che amano i temi riguardanti il sociale, alle giovani coppie di innamorati, agli appassionati di Pasolini, di Hemingway e di Tolle; per chiunque voglia vivere una storia d'amore, immedesimandosi e lasciandosi trasportare dalla passione del fuoco del cuore.

Sette punti chiave che compongono la storia

1. L’adolescenza. Viene affrontato il tema dell’adolescenza, nella sua naturalezza, nel suo scorrere tra i giovani. Il loro linguaggio, i loro pensieri, le loro idee. Il mettere a rischio la propria vita, mostrandosi capaci di affrontare prove, il riconoscersi in gruppi e clan di persone, il romanticismo che circonda i giovani, basandosi su schemi che hanno visto e imparato dalla società e dai genitori stessi.

2. I centri sociali. Uno dei temi vissuti da Piero, il protagonista, è quello dei centri sociali, luoghi che frequenta. Vengono descritti per così come sono, nella neutralità, manifestando le sfaccettature più tragiche in certi di essi e più magnifiche in altri di essi. In un primo caso, dove il luogo diventa un punto di incontro per sfuggire dalla società, per nascondersi, per fare ciò che negli altri luoghi non si potrebbe fare. Mentre nel secondo caso diventa un luogo di incontri, di unione, di aggregazione, dove l’individuo non è più nell’Io ma nel Noi, dove durante una serata di musica si può manifestare gioia, felicità, in una danza collettiva, mostrando unione e non distruzione.

3. Rapporto coi genitori. Il rapporto coi genitori, il risultato che porta il figlio a comportarsi in un determinato modo nella propria vita, essendo i genitori stessi i suoi esempi. Se si parla di genitori assenti, il figlio mostrerà comportamenti in cui cercherà in tutti i modi di attirare l’attenzione. Il periodo dell’adolescenza vuole anche dire distacco dalla propria famiglia, dal proprio clan famigliare, per andare a ricercare il legame in un altro clan, in un altro gruppo. Ad esempio, in questo caso, tra i giovani che hanno l’ideale di anarchia, di politicamente scorretto, di anticonformismo.

4. Il divertimento giovanile. Nell’adolescenza si sfida la morte, si vuole andare oltre a se stessi, si vuole dimostrare di essere superiori a tutti, a tutto. Il divertimento diventa eccesso di sé, attraverso l’utilizzo di droghe, di alcool, strumenti dovuti alla paura, alla rabbia, al sentirsi inferiori, alla sfiducia, per annullare le inibizioni. Senza questi freni inibitori l’adolescente “può” sfidare il mondo, può mostrare di meritarsi di essere vivo, di meritarsi di essere nato. Senza questi freni, l’adolescente trova un senso alla propria vita. Sarà capace di superare questa fase incolume? L’adolescenza, in fondo, la viviamo tutti.

5. La scoperta dell’Amore. Non sempre l’amore viene vissuto positivamente. Spesso accade che si confonda l’amore con l’Amore. Sì, una netta differenza. Può essere che consideriamo amore il semplice sentimento, la semplice emozione, il sentirci amati, il sentirci importanti di fronte ad un’altra persona, il volere l’altra persona, il possederla. Ma l’amore, in questa maniera, rischia di cadere in un vortice nevrotico. L’amore di cui parlo io ha la lettera A maiuscola. È un Amore incondizionato, un Amore che ama per il semplice gusto di amare, qualsiasi cosa accada. Di fatto sto parlando di un Amore che non è più nell’Io ma che è nel Noi. C’è un passaggio, sottile ma netto, che crea una differenza enorme. Quando smettiamo di amare per noi stessi, per il nostro bene, iniziamo ad amare l’altro, per quello che è, coi suoi difetti, per come si mostra, non per come lo vogliamo vedere noi. Spesso vediamo l’altra persona in base alle nostre esigenze, alle nostre proiezioni, la vorremmo in un modo, ma in realtà così non è. Ecco, questa è la differenza dell’Amore con la A maiuscola, quando l’altra persona è libera di essere se stessa, è libera di essere esattamente ciò che è. Il romanzo qui si trasforma.

6. L’importanza della vita e di ogni istante. Un piccolo ma grande passo è nell’accorgersi che ogni istante è un dono prezioso, ogni secondo di vita un regalo che stiamo vivendo. I nostri genitori, nel bene e nel male, nell’accettarli per così come sono. Nel riconoscere le nostre mancanze e concedercele, nel riconoscere i nostri eccessi e trovarne una soluzione benefica. Il Presente diventa fondamentale, l’Adesso è il fulcro. Ogni respiro diventa una danza di aria che entra ed esce nel nostro corpo. Ma non solo, accorgendosi del Presente ci si accorge dei grandi poteri che portiamo dentro, di quanto il passato e il futuro ci condizionino, mentre la vita stessa è questo istante, questo momento in cui stai leggendo queste righe. Iniziamo a sentire che abbiamo un corpo, che siamo un corpo. Iniziamo a sentire che tutto è connesso a noi, che le persone attorno sono una parte di noi. Iniziamo a godere di ogni cosa che facciamo, per come la stiamo vivendo, sperimentando, come esperienza che mi concedo in ogni istante.

7. Passaggio ad un mondo interiore. L’ambito dello spirituale è sempre facile fraintenderlo, con tutto ciò che si può ascoltare per “sentito dire”, che si può leggere, che ci può essere raccontato. A volte lo si confonde con esoterismo, misticismo, magico o religioso. Ma il passaggio vero nell’ambito dello spirituale avviene all’interno di noi, del protagonista Piero, avviene con il semplice interesse a capire meglio chi siamo, perché stiamo facendo quello che stiamo facendo, cosa realmente siamo, trovando uno scopo alla nostra vita.

Nota dell'autore

La storia che vi sto per raccontare è stata scritta quando ero appena ventenne. L’idea era di creare un romanzo burbero, violento, cinico, ma che fosse arricchito anche da quell’Amore presente in ognuno di noi. Ogni notte, prima di andare a letto, accompagnato dalla fedele tisana, scrivevo qualche riga su dei fogli di carta. C’era uno strano flusso a guidarmi, potente e indipendente da me, al punto tale che molti passaggi risultarono diversi da come li immaginavo. Una sorta di energia creava la storia, stravolgendo tutto, compreso il finale. A quel punto, un po’ innervosito ma esaltato, durante la stesura decisi di non rileggerne mai nemmeno una riga fino a quando non l’avessi finito. Gli anni passarono, ci fu anche un periodo in cui mi dedicai ad altro non trovando più tempo per scrivere, ma finalmente la storia giunse al termine (e non mi ci volle molto per capirlo). Coi fogli sparsi tornai subito alle prime righe e ne iniziai una correzione frenetica, estremamente scrupolosa, forse anche eccessiva. Lo lessi, lo lessi e rilessi per settimane, poi qualcosa mi bloccò e lo chiusi nel cassetto. Nel frattempo continuai le altre attività artistiche, soprattutto la musica, senza però mai smettere di scrivere quotidianamente le poesie. All’improvviso qualcosa in me cambiò. Il “cassetto” iniziò a pulsare, sembrava un battito cardiaco, proprio come nella storia di Edgar Allan Poe, un “cuore rivelatore” che mi richiamava l’attenzione. Per i primi mesi feci finta di niente continuando ad occupare il mio tempo in altro. I miei pensieri sempre più rivolti a quella storia però mi sovrastavano e, un giorno, colto dalla frenesia, aprii quel “cassetto”. Mi lasciai guidare nuovamente in un’istintiva correzione dell’intero libro. Lo riscrissi nella sua totalità, ma cercando di non snaturarne l’intento iniziale: la crescita del protagonista, attraverso la narrazione, prima adolescenziale, poi più curata, fino ad arrivare ad un’apertura. Non fraintendermi, rimane un romanzo “incolto” e apparentemente poco curato. Ma leggendolo tutto d’un fiato si può notare questa trasformazione ed evoluzione del protagonista e dello stile di scrittura. Per questo la scelta di dialoghi scorrevoli, senza punteggiatura tradizionale, che avrebbe creato respiri inutili. In questa maniera il lettore può vivere all’interno della storia, lasciandosi trasportare tra le parole. Di fatto il romanzo si suddivide in tre parti: una prima parte violenta, veloce, trascurata, dell’adolescente senza scopo nella vita che vuole conquistare il mondo, che sfida la morte in bilico tra i sogni idilliaci e ideologici. Una seconda parte in cui il cuore del protagonista inizia a “pulsare”: si innamora di quella ragazza che tanto si addice a lui, grazie alla quale scopre cosa sia l’amore, quell’Amore incondizionato, che ha lo scopo di sviluppare le proprie coscienze, di farci tornare alla nostra Essenza. Ed infine, la terza parte, appunto, nell’apertura di questo Amore da personale a transpersonale, vivendo totalmente il Presente, come un dono prezioso, passando ad una nuova vita, la vera vita. Lo scopo di questo libro è di far riscoprire al lettore l’importanza dell’Amore e del Presente, permettendogli di “risvegliare” la propria Essenza, riscoprendo l’importanza della propria vita e della propria unicità. Ricominciando ad ascoltare il proprio cuore ognuno di noi può vivere con le stesse possibilità di chiunque altro, senza maschere né nascondigli, quella Via che può permettere di realizzarsi e realizzare ciò che si vuole.