Come è nato "Tarologia. L’arte del Tarocco"? - Giacomo Marighelli

Come è nato “Tarologia. L’arte del Tarocco”?

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Come è nato Tarologia. L’arte del Tarocco?

È passato qualche anno da quando ne iniziai la stesura. Correva l’anno 2017, fine estate, e si andava verso l’autunno. Era ormai settembre. Mio padre ricopriva d’odore tutta la casa con il mosto d’uva raccolto in campagna, cercando di farne del vino, ubriacando chiunque andasse nella stanza con l’uva. Armato di perseveranza e del mio mazzo di Tarocchi, inebriato dall’odore del mosto e dalla luce del sole, ogni giorno mi sedevo in quella stanza a scrivere.

Facciamo un piccolo passo indietro.

In quelle giornate di fine estate qualcosa mi richiamò. Non so cosa fosse, ma una forza ha iniziato a persuadermi nell’iniziare la stesura di un libro che fosse dedicato ai Tarocchi e alla Tarologia. Io non capivo. Mi chiedevo se avrebbe avuto senso scrivere un libro sui Tarocchi, io che avevo un’esperienza inferiore rispetto ai tarologi pluridecennali, i cosiddetti maestri di quest’arte.

Pensavo “Certo, da un po’ di anni leggo i Tarocchi in strada durante i festival d’arte in Italia, aprendomi e mettendomi a nudo di fronte all’intera società, ma ciò non sarà mai paragonabile all’esperienza di una persona che li legge da venti o trent’anni.”.

Eppure qualcosa in me mi spingeva. Questa forza, questa energia o forse entità, continuava a dirmi “Scrivi il libro sui Tarocchi, scrivi il libro” fino a diventare una frase ridondante. Con tutti quei libri che sono stati scritti su questo argomento pensavo che sarebbe stata una follia. Senza tenere presente quel libro mastodontico, considerato uno dei migliori nell’ambito dei Tarocchi, che è La via dei Tarocchi di Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa, a proposito del quale si potrebbe pensare sia già stato detto tutto ciò che c’è da dire sulla Tarologia e sui Tarocchi; eppure qualcosa continuava a spronarmi, a spingermi. Ad un certo punto, una sorta di voce interiore mi disse questo: “Non è importante l’esperienza di qualche anno di pratica, ma è importante l’esperienza millenaria presente in ognuno di noi.”. Iniziavo a capire, cioè, che dovevo iniziare a scrivere senza pensare e al più presto. “Ricorda che in te c’è Tutto, tutte le informazioni”. Mi trovavo in un incarico davvero tosto, proseguire da quel libro che è La via dei Tarocchi per riprenderne l’essenza e continuare, da lì, scrivendo tutto ciò che avrei potuto aggiungere, raggruppando tasselli come fossero componenti di un puzzle che parlassero e raccontassero tutto ciò che riguarda la Tarologia, il Tarologo come figura umana e le carte stesse, le quali, solo successivamente avrei capito, si sarebbero raccontate da sé. Non avevo bisogno di sapere nient’altro, dovevo semplicemente guardare le carte e lasciarmi dare intuizioni per raccontare di loro, come se fossero loro a scrivere il libro.

I Tarocchi, l’essenza e chissà chi altro, mi supportavano in questa stesura che continuava sembrarmi un’impresa inaffrontabile; eppure in pochi mesi, sarà stato poco dopo l’inizio del 2018, il libro l’ho concluso, anzi si è concluso, e mi sono ritrovato 376 pagine da correggere e da impaginare.

Si dice che il Tarocco sia il maestro stesso, che non ci siano maestri di Tarocchi, ed è stato proprio scrivendo questo libro che ho capito quanto fosse vera questa frase. Erano i Tarocchi stessi a dirmi cosa dovevo scrivere, con il semplice guardarli, scrutarli e osservarli.

Nella mia vita li avevo studiati a fondo, certo, anche ridisegnandoli, studiando libri e riscrivendoli sottoforma di appunti per apprenderli al meglio, condividendo le mie esperienze e scoperte con altre persone con “lezioni”, approfondendo e immaginando le singole carte, anche dialogandoci immaginariamente e nell’immaginale. Eppure erano loro, i Tarocchi stessi, i maestri in cui dovevo solo fare affidamento.

È merito anche di coloro che io reputo i maestri di quest’arte, coloro che mi hanno permesso di razionalizzare il tutto capendo, vivendo e integrando la Tarologia in più parti della mia vita che sono riuscito a mettere assieme le informazioni che conoscevo e che mi arrivavano. In ordine casuale ringrazio Marianne Costa, Moreno Fazari e Cristóbal Jodorowsky, maestri che in più occasioni ho seguito in workshop o privatamente.

Quest’arte è davvero unica nel suo genere. Certo, tutte le arti sono uniche, ma ora io vi voglio parlare di questa: L’arte del Tarocco.

(continua…)

Copertina di Chiara Finizza