Perché L’Eremita cammina al contrario? - Giacomo Marighelli

Perché L’Eremita cammina al contrario?

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Perché L’Eremita cammina al contrario?

Nei Tarocchi compaiono dei numeri e questi numeri, a volte, quando non si conoscono i Tarocchi, si pensa siano errati o comunque strambi.

Notiamo che il 4, ad esempio, in numero romano anziché essere scritto IV, ovvero attraverso una sottrazione, viene scritto con quattro stanghette, quindi così: IIII, come se ci fosse stata una somma.

Questo accade anche con il 9, ovvero anziché scrivere IX nei Tarocchi lo si scrive così: VIIII.

Ma questo cosa significa? Il Tarocco, per come lo si intende nella Tarologia, è evolutivo, ovvero non può tornare indietro, va solo avanti.

Questo anche per dire che non esiste il negativo e il positivo; il discorso del duale è un discorso nostro, umano, ma per i Tarocchi semplicemente È.

Ecco, diciamo che il Tarocco avanza solo, nella propria ciclicità, racchiudendo significati anche in ogni numero che accompagna la carta di per sé.

Quando leggiamo i Tarocchi ci basiamo sempre su una linea spazio-temporale che rappresenta il qui e ora, l’Adesso.

Su questa linea io posso andare anche indietro nel tempo, ma se lo faccio, comunque lo faccio… andando avanti.

C’è un libro di cui mi piace molto il nome e che fa parte di una serie di libri riguardanti una tecnica, secondo me molto potente, chiamata Transurfing di Vadim Zeland. Il libro si intitola Avanti nel passato; certo, parla di altro, ma casca a pennello il nome di ciò di cui sto esattamente parlando.

Anche se io andassi indietro comunque ripartirei da qui, da dove sono ora. E attraverso una mia evoluzione posso andare indietro, ma solo come se stessi facendo passi in avanti.

È possibile lavorare su di me, in questo Presente, tornando indietro.

Il Tarocco simula anche questo. Può aiutarci ad andare indietro, ma comunque lui avanza, prosegue per la sua ciclicità, va avanti. È come una stagione: dopo l’autunno c’è l’inverno, dopo l’inverno c’è la primavera e così via. Può capitare che in un inverno ci siano giornate particolari, occasionali, in cui la temperatura si elevi molto a tal punto da ricordare la primavera se non addirittura, in rarissime eccezioni, una giornata d’estate.

Certo, questi sono esempi esagerati perché voglio farvi capire bene il concetto. Facciamo finta che in un inverno sia successo proprio questo esempio: l’inverno, comunque, nel suo Presente, sta avanzando.

E avanza, per poi tornare freddo e gelido per come lo conosciamo (per lo meno qui nel nord Italia) per poi proseguire fino a che non arriverà la primavera, concludendo così la propria fase invernale.

Il Tarocco va dritto, nella sua linea temporale, non torna mai indietro, può solo proseguire come le stagioni.

Di conseguenza non può esserci un numero o più numeri rappresentati da una sottrazione come sarebbe stato il IV romano, perché può solo avanzare. Di conseguenza diventa IIII.

La sottrazione non esiste, esiste solo l’aggiunta. Questa è una legge dell’universo. Il Tarocco va, anche in questo caso, a rappresentare una delle leggi dell’universo. Il Tarocco spesso racchiude in sé significati e rappresentazioni dell’universo, dal macro al micro.

Il Tarocco è un micro universo e noi ci danziamo dentro, danziamo dentro le carte.

Ma noi da chi siamo rappresentati? Noi siamo rappresentati dagli Arcani Minori, i quali non sono archetipi e non sono specchio, ma siamo noi, in particolar modo mi riferisco alle figure degli Arcani Minori, perché gli Arcani Minori numerici rappresentano piuttosto le fasi della nostra vita.

Quindi, perché L’Eremita cammina al contrario? Semplicemente perché, con piena fiducia nell’Esistenza, avanza nella vita, passando al X, va verso la fine di un ciclo.

Sì, ma perché proprio al contrario? Perché non teme, segue il flusso naturale degli eventi. Ha una tale saggezza che sa già che, qualunque cosa accadrà, ovunque andrà, sarà perfetto così, come deve andare; sarà giusto così, per vivere l’esperienza che sta vivendo, a volte meno piacevole, a volte più piacevole.

Pensate ad un granchio, lui cammina senza guardare, al contrario, eppure si muove con così tanta naturalezza ed eleganza semplicemente seguendo il flusso del suo istinto animale. La differenza tra un granchio e L’Eremita è che L’Eremita racchiude in sé la saggezza degli esseri umani.

È vero, c’è da dire che anche il granchio racchiude una saggezza, l’intera saggezza secolare degli animali nelle memorie cellulari e quindi l’informazione della natura in sé. Ma L’Eremita ha la Coscienza evoluta, ha la capacità di capire cosa sta accadendo e di trasmettere la sua saggezza con chiunque voglia condividerla.

Questo è L’Eremita, la rappresentazione dell’umanità e dell’informazione secolare che porta in sé, di ogni uomo, che avanza nella ciclicità della vita, in continue fasi, con alti e bassi, ma andando sempre verso il nuovo, lo sconosciuto, con piena fiducia.

Guarda con gli occhi del cuore, della luce che parte da dentro sé, non ha bisogno di guardare con gli occhi della mente.

La sua saggezza lo ha portato a svuotarsi, a capire che tutto è già dentro di lui, e quindi non ha bisogno di guardare.

Avanza e basta, salutando il passato; anche se è stato straordinario, lo saluta per prepararsi ad andare verso qualcosa di ancora più bello.

Il suo cuore lo guida, in un abbraccio tra l’anima e la ragione, in un equilibrio perfetto.

Fotografia di Nicolò Ferrara