Perché la Tarologia può essere definita un’arte? - Giacomo Marighelli

Perché la Tarologia può essere definita un’arte?

Come è nato “Tarologia. L’arte del Tarocco”?
Gennaio 10, 2021
I Tarocchi sono composti da simboli?
Gennaio 24, 2021

Perché la Tarologia può essere definita un’arte?

Questa è una domanda interessante che può prevedere tantissime risposte, ma facciamo qualche passo indietro.

Innanzitutto la Tarologia si distingue dalla cartomanzia. La cartomanzia ha a che fare con la lettura del futuro, con la divinazione, mentre la Tarologia no. In tanti non lo sanno e, anzi, quando si parla di Tarocchi pensano subito che siano parole buttate al vento o prese dal vento, con risposte utopiche e spesso inutili.

Eppure piace a molte persone sentirsi dire cosa accadrà e cosa non accadrà. Certo, un bel sollievo, è come avere una madre o un padre che si prendono cura di te coccolandoti dicendoti che stai andando bene, che sei bravo, che stai andando nella giusta direzione e che riceverai il premio che ti meriti; che va tutto bene, che i figli stanno bene, che ti amerà, ecc ecc…

Ma se ti dicessero qualcosa di brutto? Come ad esempio che questo ti andrà male, quest’altra cosa è meglio lasciare stare, in amore non tornerà, lui ama un altro…

Insomma… Io pago una persona per dirmi che cosa posso aspettarmi dal futuro, almeno mi dicesse qualcosa di bello.

Tra l’altro, scientificamente, è provato che la mente umana tende a realizzare ciò che gli viene detto, soprattutto ciò che è spiacevole. Giusto per intenderci e semplificare, in poche parole “ciò che è brutto e negativo”.

Accidenti, allora è proprio una sventura. Mi faccio leggere il futuro, mi dicono cose brutte e le realizzo perché faccio in maniera tale che accadano.

E se mi dicessero qualcosa di bello? A parte qualche eccezione, purtroppo, l’essere umano ha la tendenza a boicottare ciò che gli spetta di bello; questo per via delle credenze, degli schemi mentali e di tutto ciò che compone il proprio Inconscio. Quindi, approfondendo, anche per via della nascita stessa, se non da prima, considerando l’albero genealogico, della società e della religione in cui si vive. Ma ora non entriamo nel dettaglio dell’Inconscio nel suo complesso.

Ma allora che senso ha farsi leggere il futuro? Capitano persone che dicono “Eh no! Il futuro esiste, mi sono state dette cose che poi si sono realizzate!”. Certo, è vero, capitano circostanze che accadono, questo è ovvio. Mi spiego meglio. Viviamo in un ventaglio di infinite possibilità, tutte queste infinite possibilità vengono racchiuse in un “destino” nel quale però io sono libero di scegliere qualsiasi tragitto.

Quindi è tutto scritto? No. Non è scritto un bel niente, ma se io ti dico qualche cosa che ti accadrà, come dicevo prima, tenderai a farlo realizzare.

Senza ora entrare nella fisica quantica, accenno semplicemente che siamo noi che creiamo la realtà in cui viviamo. Se mi viene detto che io vivrò quella determinata variante, può essere che faccia in modo tale da vivere quella determinata variante. Perfetto. Ma se qualcuno legge il futuro di un’altra persona, ad esempio di un’amica, e questo futuro si avvera, cosa c’entro io con la creazione della sua realtà? È molto semplice, è stata letta la variante che in quel momento era la più plausibile e vicina alla realtà che si sarebbe potuta manifestare e verso la quale quindi quella persona stava andando.

Allora vedi che esiste il futuro, se lo avesse saputo avrebbe potuto cambiarlo. No, allora non hai capito. Dicendoglielo, già si starebbe cambiando qualche cosa. Soprattutto, se fosse stato qualche cosa di sgradevole, sarebbe scattato qualcosa in quella persona che avrebbe peggiorato la situazione; e se fosse stato qualcosa di gradevole? Le avremmo tolto molto probabilmente la possibilità di viversi quella cosa gradevole. Inoltre, c’è sempre un’altissima percentuale che la variante vista cambi pochi istanti dopo. Siamo in costante equilibrio tra una variante e l’altra.

C’è anche un altro fattore molto importante da non sottovalutare: non si “guarda” mai una persona se non si ha il suo permesso. Mi spiego meglio. Abbiamo un caro amico che sta male, vorremmo che stesse bene e vorremmo aiutarlo, ma non ci ha chiesto aiuto. In questo caso noi non possiamo fare niente, anzi, se facessimo qualcosa, questa persona oltre a non avere probabilmente miglioramenti si allontanerà da noi. È così, provare per credere. Non sto a spiegarvi per quale legge cosmica, ma quando si lavora su una persona bisogna avere il suo consenso. Le si può mandare luce, questo sì, energia piacevole, ma generica, non specifica per un problema o una malattia o quant’altro. Avuto invece il suo consenso possiamo “aiutarlo”. Questo quindi vale anche in una lettura dei Tarocchi.

Ok, ma il punto di partenza era perché la Tarologia è un’arte.

È molto semplice, anziché cercare futuri utopici si cerca di aiutare il consultante ad entrare dentro di sé per conoscersi, per scoprire il perché di certe dinamiche della propria vita, a volte con domande che richiedono risposte in superficie, apparentemente semplici e, a volte, con domande che richiedono uno scavare a fondo nell’Inconscio del consultante.

Ma perché è un’arte? Qui entriamo nel dettaglio di quanta energia intuitiva e creativa vengano messe in gioco durante una lettura di Tarocchi che, allo svanire, viene cancellata come fosse un disegno sulla sabbia. È quindi, inoltre, un’arte effimera, che dura in quel momento in cui si è lì per quella determinata persona, nel qui e ora, concentrati e rivolti al cento per cento su quella persona, con empatia e sinergia.

Con Amore e armonia accompagniamo la persona, come fossimo traghettatori su un traghetto, che diventa il Tarocco stesso, e accompagniamo il consultante da una sponda all’altra, verso la risposta che ricerca e che possa essergli il più utile possibile.

In una lettura di Tarocchi ci vuole totale apertura, ci vogliono l’emisfero razionale e l’emisfero irrazionale in funzione, in equilibrio, e, come quando si crea un’opera, si crea una frase, a volte poetica, che viene composta per merito della simbologia dei Tarocchi come fossero lettere di un alfabeto, che si fanno così leggere e di conseguenza interpretare.

Questa è l’arte del Tarocco.

Quindi ci sono dei simboli che accompagnano i Tarocchi…?

Certo, ma di questo te ne parlerò la prossima volta.

(continua…)

Fotografia di Nicolò Ferrara