Perché il tarologo deve essere neutrale? - Giacomo Marighelli

Perché il tarologo deve essere neutrale?

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Perché il tarologo deve essere neutrale?

L’altra volta abbiamo visto come mai il tarologo debba essere umile e parlato del significato di umiltà, di per sé, come concetto di vita.

Qua ora capiamo assieme il perché il tarologo sia fondamentale rimanga una persona neutrale.

È un concetto abbastanza semplice, ma è sempre bene approfondire per cogliere al meglio cosa si vuole dire.

Immaginate un tarologo che ha delle antipatie o delle simpatie. Voi vi sedete davanti a lui e notate la sua aria di superiorità, non intesa tanto come perdita di umiltà, ma intesa come persona che decide che tu, lì seduto, sei meno importante di lui. Accidenti, una situazione davvero sgradevole. Cerco di fare un consulto coi Tarocchi per poi sentirmi schiacciato, e magari nella vita mi capita proprio sempre così in qualsiasi circostanza…

No, questo non è possibile. Il tarologo è fondamentale sia totalmente neutro, trasparente, al quale io possa raccontare tutti i miei fatti, aprirmi a lui senza sentirmi giudicato, o compromesso da critiche o quant’altro.

Il tarologo è una totale fusione con lo spazio e il tempo  in quel preciso momento della lettura.

Ma per essere neutrali non occorre solo parlare di psiche o energia, si intende anche a livello estetico, quindi corporale.

Immaginate un tarologo che anziché parlare col cuore, dal Cuore, si mette a gridare, o bisbiglia facendo in maniera tale che tu non possa sentire. Non è fattibile, anzi.

Il tarologo stesso, come ogni essere umano, emana una propria luce, un’energia. Chiamatela come volete, non è importante qui e ora il termine, ma il concetto. Diciamo per semplificare “ciò che ci richiama di una persona”, superficializziamo usando il termine simpatia o antipatia. Ecco.

Di conseguenza, il tarologo, emanando una simpatia o antipatia, è imprescindibile che emanerà ciò che È. Ma cosa vuol dire che emana ciò che È? È molto semplice. Ognuno di noi viene visto per come È, per come si sente lui stesso di se stesso e con se stesso. Se una persona apparentemente cerca di presentarsi in un modo, ma dentro di sé è tutt’altro, lui emanerà proprio la realtà dei fatti, quello per cui come dentro È.

È un po’ come una persona che parla in un modo poi nella vita si comporta in tutt’altro. Non è proprio la stessa cosa, ma voglio allinearvi più o meno a quello che voglio dire.

Praticamente, se io sto bene, emano benessere. Se io sto male, emano malessere. Non dico che una persona debba emanare sempre benessere, ma fondamentale è che, in questo caso il tarologo, si presenti come una figura neutra.

Se come tarologo fossi una calamita, non intesa come “piacevole incontro che si conclude in una piacevole sensazione”, ma come calamita che cerca di attrarti costantemente, qualcosa non starebbe funzionando. Dopo una lettura, magari, fa sì che tu torni da lui un’altra volta, e poi altre due, oppure cinque.

Se io tarologo sono neutro e tu sei lì come consultante, seduto vicino a me, dovresti sentirti a tuo agio, senza avere di fronte un dominatore che abusa del proprio potere. Nella neutralità potranno solo esserci risposte accurate facenti parte del consultante, piuttosto che risposte sulle quali mi sto specchiando o che parlano di me.

La mia neutralità si connette all’umiltà, a braccetto. E come vedrete, tutti i princìpi basilari del tarologo saranno interconnessi tra loro.

Ma soprattutto, come vedrete, saranno princìpi basilari che possono far parte della vita di ognuno di noi. Persone comuni, non per forza tarologi, ma semplicemente persone che hanno voglia di vivere la propria vita al meglio.

Fotografia di Nicolò Ferrara