Perché è importante che il tarologo abbia molta pazienza? - Giacomo Marighelli

Perché è importante che il tarologo abbia molta pazienza?

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Perché è importante che il tarologo abbia molta pazienza?

Che la Tarologia sia un’arte che richieda tra i princìpi basilari anche la pazienza, è un dato di fatto. Ma perché il tarologo deve avere molta, ma molta pazienza?

Ve lo spiego subito.

Innanzitutto torniamo all’incipit, ovvero quale sia il ruolo del tarologo.

Il ruolo del tarologo, se prendiamo la mia consueta metafora della barchetta, cioè del traghetto, accompagna con il mazzo di Tarocchi (il traghetto) il consultante (il passeggero) da una sponda all’altra.

Ma durante questo viaggio può accadere di tutto.

E se non bastasse, può capitarvi chiunque a bordo, sul vostro “traghetto”.

Ma allora cosa succede se sopra il traghetto sale una persona scorbutica, o che non vuole capire ciò che gli viene detto, o ancor più, che proprio non riesce a comprendere ciò che gli viene detto, perché va oltre, in quel momento, la capacità di comprensione adeguata alle sue “corde”.

Eh sì, può succedervi di tutto.

Il tarologo, con santa pazienza, prende a braccetto il consultante (e il consulto, aggiungo) e accompagna il passeggero perché possa arrivare integro, sano e salvo. Sarebbe troppo facile se noi tarologi fossimo burberi, cinici, aggressivi, schematici con la visione “chiusa” su noi stessi.

Noi invece, tarologi, accompagniamo con delicatezza il consultante e il consulto. Immaginate se la persona seduta di fronte a voi fosse lì e, non comprendendo a pieno le parole, insistesse su un certo fronte. Va bene, noi la accompagniamo in quella direzione, verso quel fronte, anche se non dovesse essere del tutto corretto come percorso scelto. Ma noi cercheremo di arrivare a fondo, nella maniera più delicata possibile.

Si va a braccetto con gli altri princìpi basilari già plurielencati, tra cui l’umiltà e la neutralità.

C’è il consultante che mescola le carte rovinandole, c’è chi non ti ascolta mentre gli parli, c’è chi ha una sorta d’aria da spavaldo, nonostante sia lì per sé, e probabilmente pagando una quota per il consulto.

È come se qualcuno venisse a casa vostra e iniziasse a spostarvi gli oggetti, a rovinarli, insomma a farvi… perdere la pazienza! Proprio per questo, in questi casi, la pazienza è sacra.

Vi voglio raccontare di una volta, di uno di quei fatti accaduti nel concreto, durante un festival di musica in cui leggevo i Tarocchi.

Arrivò una persona estremamente enorme, e estremamente ubriaca; stavo per smontare il banchetto, era già mezzanotte, volevo pure andare a casa, ma ben predisposta, quella persona, si sedette di fronte a me, non ricordo nemmeno se sopra una panca che mise lui davanti al mio tavolino, avendo io già iniziato a togliere le mie sedie.

Si sedette e iniziò a parlare e parlare, senza arrivare ad alcuna conclusione, ma voleva a tutti i costi che gli leggessi i Tarocchi. Non c’era via di scampo, rischiavo pure che si innervosisse, era meglio assecondarlo. Decisi di leggergli i Tarocchi.

Ma quale fu la conclusione? Fu che probabilmente lui non capì nulla della lettura effettuata, ed io tutto il tempo mi sentivo in soggezione del suo stato di ebrezza estrema e traballina, con la paura che svenisse da un momento all’altro davanti a me, sopra al mio tavolino, o indietro ribaltando la panca da festival musicale.

Fortunatamente non successe nulla di ciò e, anzi, mi servì molto come esperienza personale, essendo ancora alle prime letture di strada che effettuavo.

Vi dirò di più, lui probabilmente a livello razionale, quindi conscio, non capì e ricordò nulla, ma a livello Inconscio, invece, gli arrivò tutto, filo per segno quello che gli dissi.

Perché? È molto semplice, l’Inconscio assimila comunque ciò che gli viene detto, anche se a livello consapevole, non stiamo capendo ciò che ci sta venendo detto. Ma l’Inconscio assimila e, a volte, già solo con le parole può accadere uno stato di “sanazione”, cioè che va ad agire “dentro” la persona, nel suo Inconscio, ovvero nel profondo di essa.

Quindi non arenatevi, non arrendetevi anche se vi trovate di fronte personaggi estremamente ambigui o assurdi che rischiano di farvi faticare.

Tutto questo porta a rafforzare la pazienza stessa del tarologo, a formarla sempre più, fino a farlo diventare una sorta di “santo” contemporaneo, se vogliamo usare un termine estremo, ovviamente senza metterlo allo stesso livello dei santi religiosi, non hanno nulla a che fare con ciò di cui sto parlando, è semplicemente una similitudine.

Quindi occhio, tarologo, a non pensare che poi si diventi santi ad effettuare le letture dei Tarocchi!

Comunque il discorso dell’Inconscio verrà ripreso, quindi non preoccuparti.

Come le basi dei princìpi del tarologo sono ben spiegate nel libro Tarologia. L’arte del Tarocco, anche l’Inconscio è ben spiegato, ma prossimamente lo approfondirò comunque anche qua.

(continua…)

Fotografia di Gian Paolo Zoboli, La Giustizia VIII