Perché è importante che il tarologo viva il Presente? - Giacomo Marighelli

Perché è importante che il tarologo viva il Presente?

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Perché è importante che il tarologo viva il Presente?

Cos’è il Presente? Andiamo subito ad analizzare il significato etimologico.

Che è nello stesso luogo in cui si trova la persona che parla o nel luogo di cui si parla o a cui ci si riferisce (in contrapposizione a lontano o ad assente)” (Treccani) preṡènte¹ in Vocabolario – Treccani.

Avete letto bene? In contrapposizione a lontano o ad assente. La Presenza è una delle basi principali per ogni essere umano, non per l’ormai consueto tarologo.

Ma per tutti quanti.

Perché?

Perché se non siamo presenti, in quello spazio, in quel tempo, vuole dire che non ci siamo, che siamo assenti. E dove siamo?

Ognuno ha la risposta per sé.

Ma semplicemente vuole dire che non siamo lì.

Ma la vita è lì, proprio lì. E il presente è qualche cosa che esiste solo per quel frangente, per quell’attimo, e subito dopo è già passato. Quindi come posso fare per essere presenti nel presente, se nel momento che me ne accorgo è già passato?

È molto semplice, non devo far intervenire la razionalità, la Mente. Io posso essere presente nel momento che non sto vivendo con la Mente ma con il semplice flusso degli eventi, o meglio dire con l’Anima.

Attenzione, non sto dicendo che sia sbagliato vivere anche con la Mente, ma è necessario riequilibrare Mente e Anima. Ridare valore all’Anima, ascolto all’Anima, perché possa lei essere la nostra guida, e non noi la sua.

E la nostra anima non conosce né lo spazio né il tempo. Per questo motivo vive nel Presente, nella presenza. Nel “qui e ora”, per gli amanti dell’India e di tutte le correnti spirituali Indù, tibetane o quant’altro.

Ma non è questo il punto, poco importa che corrente spirituale sia, qui si parla di essere semplicemente lì, nel vero senso della parola di essere. Ed è proprio lì, in quel momento, che ti fondi con il Tutto. Che diventi il Tutto. Tu torni ad essere il Tutto. Con la tua fusione, non sei più Giacomo o chi altro sia, il tarologo o chi tu sei, ma semplicemente sei. Essenza. Diventi parte di quel luogo, di quello spazio, di quel Tempo. Diventi anche il Tempo stesso.

Whau, dirai, ma come si fa?

In realtà è molto più semplice di quello che sembra, di quello che può sembrare, ma fintanto che c’è la mente che interviene, con la razionalità, tutto si complica. Poi c’è da dire che il sistema tecnogeno in cui viviamo non fa nulla per zittire la mente e la ragione, anzi, fa di tutto perché non ci si si fermi un attimo dal pensare. Tra lo stile di vita frenetico, la televisione, il rumore della città, i doveri, gli inculcamenti, gli schemi, ma anche il cibo stesso che ingeriamo, purtroppo deviano tutti quanti la nostra vera essenza e la nostra mente, confondendola, essendo pieno di… beh, non entriamo in dettagli. Ma diciamo di sostanze stimolanti che poi, di conseguenza, creano assuefazione e… confusione mentale. Ma non è questo il punto.

Si può vivere il Presente anche mangiando pizza ogni giorno, conosco persone che lo fanno. Però, hanno una dote, cioè che nascono già con questa grande capacità, quindi nulla e nessuno può fermarli nel stare nel Presente.

Ci sono semplici esercizi che insegnano come fare per stare nella presenza, nel Presente. Come ama definirlo Eckhart Tolle, nell’Adesso. Ecco, vi suggerisco di leggere il libro “Un nuovo mondo” di Eckhart Tolle, e di mettere in pratica gli esercizi di cui parla. Poi certo, ci sono tante altre discipline vere e proprie, dallo yoga, al QiGong e così via, arti che vi fanno mettere in allineamento, prima di tutto, con voi stessi per poter poi stare e vivere serenamente nel Presente.

Ecco, ma cosa c’entra col tarologo?

È molto semplice. Come può un tarologo leggere i Tarocchi se non è nel Presente? Come posso io tarologo seguire la lettura di Tarocchi se ad ogni istante mi distraggo, mi giro, mi volto, perdo la concentrazione? Non sarebbe possibile. Io devo seguire la lettura con la massima dedizione e concentrazione; devo essere lì, Presente, con te, consultante, in quell’attimo infinito, senza spazio e senza Tempo.

Tu sei lì e io sono lì con te, in quel frangente.

Allora sì, che la lettura, fluisce nel Presente. Come una barchetta a vela, che con il vento si sposta e il traghettatore, ovvero il tarologo, deve semplicemente solo accompagnare questo vento, che è la lettura, nella direzione che automaticamente prende, senza forzarla e senza forzare nulla, men che meno il consultante, ovvero il passeggero.

Sulla Presenza ho scritto un romanzo, d’Amore… beh, si intitola Il fuoco del Cuore. Come il protagonista vi è riuscito, può chiunque: provare per credere.

Fotografia di Gian Paolo Zoboli, La Luna XVIII