Perché il tarologo deve essere sereno nei confronti dei Tarocchi stessi? - Giacomo Marighelli

Perché il tarologo deve essere sereno nei confronti dei Tarocchi stessi?

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Perché il tarologo deve essere sereno nei confronti dei Tarocchi stessi?

Innanzitutto partiamo dallo spiegare cosa sia uno strumento di vita. Riporto qui testuali parole prese dal mio libro Tarologia. L’arte del Tarocco.

Strumento di vita: strumento, arte o disciplina che ha lo scopo di aiutare le persone, da se stessi agli altri. Gli strumenti di vita possono essere molteplici, ecco alcuni esempi: lo yoga, le campane tibetane, il Transurfing, la Metagenealogia, i Tarocchi, i fiori di Bach, lo sciamanesimo e così via. Per strumenti di vita si possono intendere anche certe correnti di pensiero.

Benissimo.

Ma cosa c’entra con la serenità nei confronti del tarologo?

È molto semplice.

Considerate un tarologo che abbia un rapporto conflittuale con… il proprio mazzo di carte!

Sarebbe assurdo se non comico.

Però, spesso, purtroppo accade.

Sì, accade perché nell’arco dei secoli sono state tramandate credenze o leggende in cui si è detto che tutto ciò che è sacro non deve toccarlo nessuno, perché sennò si impregna dell’energia della persona che lo ha toccato e tu ti porti a casa quell’energia.

In parte è vero ma in molta parte no.

Oppure che il mazzo di Tarocchi è personale e che, quindi, non può toccarlo nessuno, sennò ti porti appresso poi l’energia delle persone che lo hanno toccato.

In parte è vero, in parte no.

Però, entriamo meglio nel dettaglio.

Perché può essere vero?

Vi svelo un segreto: tutto ciò che viene toccato da qualcuno viene “impregnato” dall’energia di quella persona.

Accidenti, ma proprio tutto?

Sì, proprio tutto, anche la tavoletta del water.

Ma allora, come si dovrebbe vivere se nessuno può toccare più nulla?

È ancora più semplice: tutti siamo parte del Tutto, quindi è bene che qualunque cosa venga toccata da qualcuno la si accolga per come tale, e che quindi non gli dia alcun peso. Poi, se proprio proprio ci sono oggetti o circostanze in cui preferite mantenere un’energia neutra per quell’oggetto, basta semplicemente “purificarlo”. Ma come? Con l’intento, ovvero dichiarate l’intenzione che quell’oggetto è pulito, purificato, e automaticamente esso sarà pulito, purificato.

Così semplice?

Certo.

Ma ci sono un paio di punti su cui vorrei soffermarmi, perché bisogna stare un po’ attenti al nostro Inconscio, alle nostre credenze ma, soprattutto, a ciò a cui noi diamo realmente peso.

Dove io metto l’importanza, essa è. Quindi se io metto l’importanza su qualche cosa, ad esempio un oggetto, la mia energia e attenzione sarà lì, su quell’oggetto.

E se quell’oggetto è “impregnato” di un’energia particolarmente a noi sgradevole, essa ci sovrasterà, ma SOLO se le daremo tale attenzione e importanza. Capite? Se io non do alcuna importanza a questa cosa, chiunque può toccare qualsiasi mio oggetto che manco me ne accorgerò. Ma se io sono un fanatico del mio mazzo di Tarocchie non voglio che lo tocchi nessuno, e qualcuno lo tocca, succede un gran casino dentro di me, e finché non mi invento una maniera per dire a me stesso (dimostrare a me) che quell’oggetto è stato pulito e purificato, inizierà ad influenzare realmente la mia vita.

A volte involontariamente creiamo grumi energetici, senza accorgercene, che mano a mano che trascorre il tempo iniziano ad influenzare la nostra vita. È pazzesco, ma è necessario appunto conoscere bene se stessi e osservarci, osservare dove cade la nostra attenzione e… studiare e approfondire il nostro Inconscio.

Una volta mi veniva sempre detto di non far toccare mai a nessuno le mie pietre, certi oggetti sacri, le campane tibetane, i Tarocchi. Ma che andassero tutti a farsi benedire! Mi stavo ossessionando e per me diventava più un dispendio energetico che altro. Quando ho iniziato a sentire la connessione con il Tutto, a rendermi conto non solo mentalmente ma anche a livello cellulare della connessione con il Tutto, di quanto ne siamo parte, tutti questi schemi e blocchi mi si sono sciolti di fronte, come un muro di ghiaccio che col sole inizia letteralmente a sciogliersi.

Non mi interessava più se qualcuno toccava qualcosa e poi, come dicevo prima, se proprio avessi preferito mantenere un’energia neutra per certi oggetti, se fossero stati toccati, semplicemente “soffiavo” via letteralmente l’energia per rimetterci la mia.

Ecco.

Quindi questo si ripete anche col mazzo di Tarocchi; non può esserne un’ossessione. Tanti li purificano con incensi, pietre, rituali; ognuno deve sentire giustamente il proprio metodo, quello che lo fa stare tranquillo e sereno. Ma ognuno ha il proprio. Basta che lo sentiate vostro e che vi faccia stare sereni, ma che, soprattutto, non ve ne faccia diventare un’ossessione.

Fotografia di Ernesto Longobardi, St